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venerdì 13 settembre 2019

Reddito di Cittadinanza, Guerra ai Furbetti

Reddito di Cittadinanza, guerra ai furbetti


 Nel mirino della Finanza
 i Lavoratori in Nero

Reddito di cittadinanza, stretta anti furbetti. La strategia per il contrasto a tutto campo contro gli abusi è stata messa a punto dal Comando generale della Guardia di finanza in una circolare operativa ai reparti che punta a individuare - nel magma dell'economia invisibile e illecita - chi ha provato a approfittare indebitamente del beneficio. Dai lavoratori in nero o pagati con somme fuori busta ai venditori abusivi, da chi affitta le case in evasione d'imposta a chi ha ottenuto il reddito di cittadinanza ma non rinuncia a giocare cifre importanti, di cui non sia nota la fonte, magari anche in punti clandestini di raccolta scommesse.

E ancora, dagli immigrati che trasferiscono nel Paese di origine somme non compatibili con i redditi dichiarati a chi viene trovato con auto incompatibili con la misura di sostegno. È vasta la casistica presa in esame dal documento della Gdf, di cui il Sole 24 ha anticipato oggi alcuni contenuti. E comprende anche le conseguenze cui si espongono coloro che forniscono informazioni anagrafiche false, simulando la più conveniente composizione del nucleo familiare, per massimizzare, indebitamente, un vantaggio altrimenti non spettante.

 Nel mirino della Finanza i Lavoratori in Nero


Le Fiamme Gialle ricordano di aver svolto nei primi sei mesi del 2019, in materia di prestazioni sociali agevolate e ticket sanitari, 23.259 interventi. Di questi, 12.426, pari al 53% del totale, si sono rivelati irregolari, per un ammontare complessivo della frode accertata pari a circa 8,6 milioni di euro, con un totale di 11.779 persone segnalate, a vario titolo, alle autorità competenti.

Il contrasto a chi percepisce indebitamente il reddito di cittadinanza, rileva il Comando generale, impone un'azione di servizio multidisciplinare, volta a valorizzare le capacità operative delle varie componenti d'intervento del Corpo, non soltanto nell'ambito del comparto della tutela delle uscite, ma anche in quello della tutela delle entrate e nel contesto dell'azione di controllo economico del territorio. Per questo sono stati messi a sistema tutti gli elementi raccolti nel corso degli interventi svolti nelle attività di contrasto al sommerso da lavoro o d'azienda, di controllo delle merci e delle persone, nell'attuazione dei dispositivi permanenti di contrasto ai traffici illeciti, alla contraffazione e all'abusivismo commerciale organizzato, nonché quelli acquisiti 
dai Reparti della componente aeronavale.


Lo scopo, indica ancora la Gdf, è 
«tutelare la fiducia che i cittadini onesti devono poter nutrire nella corretta
destinazione delle ingenti risorse che il Paese, non senza sacrifici,
 destina agli aiuti economici e ai servizi sociali
riservati a chi si trovi in una reale condizione economica e sociale di svantaggio».


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mercoledì 16 maggio 2018

I Furbetti della Reggia di Caserta



Al bar o in pizzeria durante l'orario di lavoro. 
Obbligo di firma disposto per due dipendenti. 
Le indagini partite dopo il clamoroso furto nel 2016



Dovevano tenere sotto controllo la Reggia di Caserta invece, durante l'orario di lavoro, si assentavano per ore, magari per mangiare una pizza oppure per svolgere commissioni personali. Per questo motivo due sorveglianti della Reggia, Giovanni Maiale e Raffaele Narciso, sono stati raggiunti da due misure cautelari notificate dagli agenti della squadra mobile di Caserta: obbligo di firma prima di entrare in servizio e dopo avere terminato l'orario di lavoro. Altri quattro dipendenti della sovrintendenza sono indagati in stato di libertà. 
Gli accertamenti erano partiti dopo il clamoroso furto dell'incasso alla buvette della Reggia nel 2016: quando la polizia acquisì le immagini della videosorveglianza insieme alle indagini sui ladri scattò anche quella sui dipendenti della Reggia. Se fossero stati al lavoro quando avvenne il furto probabilmente i ladri sarebbero stati presi in flagranza. 
Nel corso delle indagini sono stati acquisiti diversi video in cui si vedono gli indagati allontanarsi dalla Reggia senza alcuna autorizzazione. Dopo avere timbrato l'ingresso in servizio lasciavano il posto di lavoro per svolgere commissioni o andare a mangiare una pizza. Altre immagini li ritraggono al bar o a fare la spesa. In alcune occasioni sono anche tornati a casa per poi ripresentarsi, a fine turno, solo per vidimare l'uscita. 
Molti dei dipendenti della Reggia, due anni fa, firmarono una nota sindacale in cui accusavano il direttore all'epoca appena arrivato, Mauro Felicori, di "lavorare troppo".

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http://cipiri.blogspot.it/2016/03/reggia-di-caserta-migliore-col-nuovo.html


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