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giovedì 30 maggio 2019

ATM : Abbonamento per Disoccupati

Per richiedere l’abbonamento è necessario:   Essere disoccupati o inoccupati da almeno 36 mesi ed in possesso:  della DID


Chi può richiedere l’abbonamento: 

Per richiedere l’abbonamento è necessario: 
Essere disoccupati o inoccupati da almeno 36 mesi ed in possesso:
della DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) 
dalla quali risultino i 36 mesi di disoccupazione; 
oppure 
del Certificato “Stati Occupazionali Validi” rilasciato dal CPI di Milano, dal quale risulti un’anzianità di disoccupazione superiore ai 36 mesi, unitamente alla DID
 (Dichiarazione di Immediata Disponibilità). 
I 36 mesi di anzianità di disoccupazione decorrono dalla data di pubblicazione dell’Avviso.
in possesso della DID (Dichiarazione di Disponibilità immediata al lavoro) dalla quali risultino i 36 mesi di inattività/disponibilità. I 36 mesi decorrono dalla data di pubblicazione dell’Avviso
Essere residenti nel Comune di Milano;
Essere in possesso della cittadinanza italiana oppure se cittadino dell’Unione europea essere in possesso di attestazione di iscrizione anagrafica al Comune di Milano. Se straniero e non cittadino UE essere in regola con il Permesso di Soggiorno CE per soggiorni di lungo periodo (Carta di soggiorno per cittadini stranieri);
Avere un reddito ISEE dell’intero nucleo familiare non superiore a € 16.954,95 in corso di validità alla data della richiesta;
Non essere in possesso di abbonamento annuale in corso di validità alla data della richiesta.

Tariffa e validità 

L’abbonamento è utilizzabile sulla rete urbana di ATM ha validità annuale e il suo costo è di € 50. 

L’abbonamento sarà utilizzabile dal giugno 2019, avrà durata di un anno dalla data di rilascio e dovrà essere restituito dal titolare qualora trovi occupazione. 

Presentazione della domanda e Informazioni generali 

L’abbonamento potrà essere richiesto a partire dal 1 giugno 2019 al 30 settembre 2019 esclusivamente presso l’ATM Point Duomo (stazione MM Duomo), aperto:
dal lunedì al sabato dalle 07,45 alle 20,00 
la domenica e festivi dalle 10,15 alle 13,15 e dalle 14,00 alle 17,00 
Il modulo di domanda è disponibile presso lo sportello, la documentazione da presentare con la domanda:
Certificato di residenza ovvero autocertificazione;
Carta di identità ovvero permesso di soggiorno, in corso di validità;
Certificazione Dichiarazione di Disponibilità DID di almeno 36 mesi 
oppure
Certificato “Stati Occupazionali Validi” rilasciato dal CPI di Milano, dal quale risulti un’anzianità di disoccupazione superiore ai 36 mesi e Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID);
Certificazione ISEE minore di € 16.954,95 in corso di validità; 
Fototessera; 
Tessera elettronica valida (solo se già posseduta).



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mercoledì 21 novembre 2018

Reddito di cittadinanza con l’Isee


Secondo quanto annunciato online dal Movimento 5 Stelle, il reddito di cittadinanza sarà destinato alle famiglie con un Isee fino a 9.360 euro annui.

record a Crotone, Napoli e Palermo

In provincia di Crotone più di una famiglia su quattro (il 27,9%) ha un Isee così basso da rientrare nel reddito di cittadinanza. A Napoli, Palermo e Caltanissetta una su cinque. All’estremo opposto della 
classifica, a Bolzano ha i requisiti solo una famiglia su 40, a Belluno e Sondrio una su 30. Lo dimostra l’analisi del Sole 24 Ore del Lunedì sugli Isee ordinari presentati in Italia nel 2016 (ultimo dato disponibile) e monitorati dal ministero del Lavoro.

Secondo quanto annunciato online dal Movimento 5 Stelle, il reddito di cittadinanza sarà destinato alle famiglie con un Isee fino a 9.360 euro annui. Perciò, anche se i dettagli non sono ancora definiti – l’obiettivo è farlo con un provvedimento ad hoc –, i dati storici dell’Isee permettono già di ragionare sulla platea degli interessati. 
E sul riparto dei 9 miliardi stanziati dalla manovra di Bilancio 2019.

Sud e Isole in testa
Il maggior numero di potenziali beneficiari si trova in provincia di Napoli (quasi 230mila famiglie), seguita da Roma (173.200), Milano (103.600), Palermo (100.800) e Torino (95.900). Ma queste cifre vanno rapportate agli abitanti. 
Se a Napoli e Palermo l’incidenza supera il 20% delle famiglie residenti, a Torino e Roma è intorno al 9%, mentre a Milano non arriva al 7 per cento. Di fatto, le prime 34 province per frequenza degli 
interessati sono tutte al Sud e nelle Isole.

I valori dell’Isee, d’altra parte, sono storicamente più bassi nel Mezzogiorno, dove i redditi sono inferiori, la disoccupazione più alta, le famiglie mediamente più numerose e i depositi bancari e gli investimenti minori. Né basta a controbilanciare gli altri fattori la percentuale di proprietari di casa, più alta che al Centro-Nord. Tutto ciò si riflette sulla mappa: fatte 100 le famiglie con i requisiti d’ammissione, 48,6 sono al Sud e nelle Isole, 19 al centro e 32,4 al Nord.

Anche il rapporto Svimez dei giorni scorsi conferma il peso del Mezzogiorno, cui andrebbero il 63% delle risorse disponibili (si veda Il Sole 24 Ore di venerdì 9 novembre).

Parametri da rivedere
Distribuzione a parte, ciò che salta all’occhio è la dimensione della platea che si dovrà dividere le 
risorse stanziate dal Governo – pur con la bocciatura della commissione Ue – se la soglia Isee indicata per l’accesso sarà confermata.

I nuclei familiari che nel 2016 hanno presentato una o più dichiarazioni sostitutive uniche (il 
documento-base per il calcolo dell’Isee) sono 4,5 milioni in tutta Italia, per un totale di oltre 14 milioni di persone. Di queste, le famiglie con Isee inferiore a 9mila euro sono 2,5 milioni. E la stima dei potenziali beneficiari è addirittura per difetto, se si considera che la soglia annunciata è un po’ più alta (9.360 euro) e chi non ha mai presentato
 un Isee potrebbe farlo nel 2019 per avere il nuovo sostegno.

Anche considerando per intero i 9 miliardi stanziati, l’aiuto “di massa” si traduce in una media di 293,85 euro mensili per famiglia. Meno della metà dei 780 euro indicati come obiettivo e meno dei 305 euro che rappresentano oggi il valore medio del reddito d’inclusione. Con la differenza che quest’ultimo va a una platea sei volte più piccola (378mila famiglie).

Si spiegano anche così le voci circolate nei giorni scorsi, che mettono in discussione gli annunci 
precedenti. Compresa l’ipotesi di trasformare il reddito, 
a certe condizioni, in un incentivo ad assumere i giovani disoccupati.


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domenica 17 giugno 2018

Telefono e Internet GRATIS per i DISOCCUPATI

bonus sociale per il telefono e internet


L'Agcom ha esteso le agevolazioni tariffarie per le famiglie
 in condizioni di disagio anche per i contratti di telefonia e internet.
Al via il bonus sociale per il telefono e internet. Ne usufruiranno 2,6 milioni di famiglie. Lo ha comunicato oggi l'Agcom, annunciando in una nota che il Consiglio dell'Autorità ha deciso di aggiornare ed estendere le agevolazioni per le famiglie in condizioni economiche disagiate che intendono sottoscrivere contratti di telefonia.

bonus sociale per il telefono e internet

Bonus sociale telefono per Isee fino a 8.112 euro
"Riconoscendo l'aggravarsi dell'incidenza della povertà in Italia negli ultimi anni", con il provvedimento firmato oggi, l'Autorità "ha voluto fornire le più ampie garanzie di inclusione sociale a tutti i nuclei familiari che ricadono nella definizione di povertà relativa dell'Istat, per i quali il reddito annuale, come certificato dall'indicatore di situazione economica equivalente (Isee), risulta inferiore a 8.112,23 euro".

Telefono scontato per 2,6 milioni di famiglie
In questo modo, l'Agcom ha esteso "a circa 2,6 milioni di nuclei familiari la possibilità di avvantaggiarsi delle agevolazioni, rimuovendo i precedenti vincoli che ne condizionavano l'accesso alla presenza nel nucleo familiare di anziani al di sopra dei 75 anni, di percettori di pensioni sociali o di invalidità, o di capifamiglia disoccupati".

Con questo provvedimento, l'Autorità "confida che la rimozione dei vincoli e la semplificazione delle procedure di accesso incoraggerà le famiglie economicamente disagiate ad avvalersi di questo importante strumento di inclusione sociale".

Bonus telefono: quali sconti
In aggiunta al preesistente sconto del 50% sul canone di accesso alla rete telefonica, in base al quale i beneficiari delle agevolazioni pagano 9,5 euro al mese invece di 19, spiega Agcom, "il nuovo sistema di agevolazioni prevede anche 30 minuti gratuiti di telefonate verso tutte le numerazioni nazionali fisse e mobili".

Consapevole dell'importanza dell'accesso ad Internet nell'ottica di un'effettiva inclusione sociale, l'Autorità ha voluto inoltre assicurare agli utenti che beneficiano delle agevolazioni la possibilità di trovare sul mercato offerte di servizi Internet disgiunte da ogni altro servizio. Ciò perché "la presenza quasi esclusiva sul mercato di offerte voce e dati congiunte, difatti, impedirebbe ai beneficiari delle agevolazioni di acquistare il solo servizio addizionale di accesso ad Internet di cui necessitano, scoraggiando, in ultima analisi, l'accesso alle agevolazioni".

In assenza di una specifica competenza in materia, dal momento che l'accesso ad Internet in banda larga non rientra nel perimetro del servizio universale, l'Autorità, infine, anche al fine di dar seguito alle richieste delle associazioni dei consumatori, "ha esercitato le proprie funzioni di indirizzo ed ha invitato TIM S.p.A, l'operatore incaricato del servizio universale, a mettere a disposizione degli utenti economicamente disagiati alcune offerte flat di connessione ad Internet a banda larga, la cui sottoscrizione non implica la perdita del diritto di accesso alle agevolazioni economiche".

Bonus telefono: Unc, siano automatici
Plauso dei consumatori per la decisione dell'Agcom. "E' un' "ottima decisione" quella di "aver esteso le agevolazioni alle famiglie in povertà relativa" scrive Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, auspicando che "tutti gli aventi diritto presentino subito domanda e che non succeda come per l'energia, dove molti nuclei non usufruiscono del bonus, pur avendone diritto". E' questa l'occasione, prosegue Dona, "per legare tutti i bonus, gas, luce, acqua, telefonia e canone Rai, al database dell'Inps o comunque ad altri strumenti che consentano l'erogazione automatica delle agevolazioni, senza dover presentare apposita domanda", altrimenti, avverte, "si rischia di sminuire questa importante decisione".




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