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domenica 2 agosto 2020

Caso Open Arms Lettera di Conte a Salvini

Ma parlare come Ministro dell'Interno e alterare una chiara posizione del tuo Presidente del Consiglio, scritta nero su bianco, è questione diversa.


15 Agosto 2019

Gentile Ministro dell'Interno, caro Matteo,
ti scrivo questa lettera aperta perché il caso della nave Open Arms domina ormai le prime pagine dei 
giornali e perché sono costretto a constatare che anche la corrispondenza d'ufficio tra la Presidenza del Consiglio e il Viminale viene poi riportata sui giornali e allora tanto vale renderla pubblica all'origine, per migliore trasparenza anche nei confronti dei cittadini.
Ti ho scritto ier l'altro una comunicazione formale, con la quale, dopo avere richiamato vari riferimenti normativi e la giurisprudenza in materia, ti ho invitato, letteralmente, “nel rispetto della normativa in vigore, ad adottare con urgenza i necessari provvedimenti per assicurare assistenza e tutela ai minori presenti nell'imbarcazione”.
Con mia enorme sorpresa, ieri hai riassunto questa mia posizione attribuendomi, genericamente, la 
volontà di far sbarcare i migranti a bordo.
Comprendo la tua fedele e ossessiva concentrazione nell'affrontare il tema dell'immigrazione 
riducendolo alla formula “porti chiusi”. Sei un leader politico e sei legittimamente proteso a incrementare costantemente i tuoi consensi. Ma parlare come Ministro dell'Interno e alterare una chiara posizione del tuo Presidente del Consiglio, scritta nero su bianco, è questione diversa.
È un chiaro esempio di sleale collaborazione, l'ennesima a dire il vero, che non posso accettare. Come ho sempre pubblicamente rappresentato, il tema dell'immigrazione è un tema complesso. Va affrontato con una politica di ampio respiro, come ho provato a fare sin dal primo Consiglio Europeo al quale ho partecipato, a fine giugno 2018, 
evitando di lasciarci schiacciare dai singoli casi emergenziali.

Da subito ho elaborato una piattaforma politica fondata su sei premesse e dieci obiettivi, in modo da 
inserire tutte le singole iniziative in questa prospettiva strategica, sempre costantemente ispirata alla 
tutela dei diritti fondamentali e, in particolare, della dignità della persona e alla protezione dei nostri 
interessi nazionali, sovente compromessi nella gestione del fenomeno migratorio.
Ho personalmente contribuito a perseguire questo nuovo indirizzo politico, di maggiore rigore rispetto al passato, al fine di contrastare più efficacemente l'immigrazione illegale e la moderna e disumana “tratta dei disperati”, alimentata dalle organizzazioni criminali.
Ho viaggiato in lungo e in largo in Africa e nel Medio Oriente per incrementare la cooperazione nei 
Paesi di origine e nei Paesi di transito, dove si concentrano le rotte dei migranti. Abbiamo sempre 
lavorato intensamente, coinvolgendo anche il Ministro Moavero, per rendere più efficace il meccanismo dei rimpatri per i migranti che non hanno diritto ad alcuna protezione.
Mi batterò sino all'ultimo giorno perché si affermi un meccanismo europeo, da applicare in via 
pressoché automatica, per operare una redistribuzione che veda tutti i Paesi dell'Unione pienamente 
coinvolti, in modo da evitare che i Paesi di primo sbarco, come l'Italia, siano abbandonati a se stessi.
Pur in attesa che si attui questo meccanismo europeo, sono sempre personalmente intervenuto, con gli altri Paesi europei, per pretendere e ottenere una redistribuzione dei migranti che sono sbarcati nei 
nostri porti. E a questo proposito dobbiamo dare atto che sia la Commissione europea sia alcuni leader europei ci hanno sempre teso la mano per sbloccare situazioni emergenziali.
Questo è il momento di insistere in direzione di una soluzione sempre più europea, altrimenti l'Italia si ritroverà completamente isolata in una situazione che diventerà, nuovamente, via via sempre più 
ingestibile. La nuova Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, nei colloqui sin qui avuti, mi è sembrata molto determinata a percorrere questa strada e a darci una mano risolutiva.
In definitiva, se davvero vogliamo proteggere i nostri “interessi nazionali”, non possiamo limitarci a 
esibire posizioni di assoluta intransigenza. Abbiamo chilometri di coste e siamo a una manciata di ore di navigazione dall'Africa e dal Medio Oriente. Da ultimo tu stesso hai constatato come è difficile 
contrastare i quotidiani, minuti sbarchi clandestini.
Non possiamo agire da soli. Dobbiamo continuare a insistere in Europa, come peraltro hai fatto Tu, di recente a Helsinki. E' questa la direzione giusta.
E poi non oscuriamo quello che abbiamo fatto di buono. Se mai rammarichiamoci per quello che ci 
riproponevamo di ottenere e ancora non abbiamo ottenuto.
Un ultimo aggiornamento sulla vicenda Open Arms.
Francia, Germania, Romania, Portogallo, Spagna e Lussemburgo mi hanno appena comunicato di 
essere disponibili a redistribuire i migranti. 
Ancora una volta, i miei omologhi europei ci tendono la mano.
Siamo ormai agli sgoccioli di questa nostra esperienza di governo. Abbiamo lavorato fianco a fianco per molti mesi e ho sempre cercato di trasmetterti i valori della dignità del ruolo che ricopriamo e la 
sensibilità per le istituzioni che rappresentiamo.
La tua foga politica e l'ansia di comunicare, tuttavia, ti hanno indotto spesso a operare “slabbrature 
istituzionali”, che a tratti sono diventati veri e propri “strappi istituzionali”.
Per queste ragioni mi sono ritrovato costretto a intervenire varie volte - l'ho fatto perlopiù riservatamente - non per l'ansia di contrappormi politicamente alle tue iniziative, ma per la necessità di rivendicare l'applicazione del principio di “leale collaborazione”, che è fondamentale per il buon funzionamento delle istituzioni pubbliche.
Il consenso politico a cui ogni leader politico aspira si nutre della fiducia degli elettori. Ma se non 
alimentiamo la fiducia dei cittadini nelle istituzioni pubbliche si crea un cortocircuito e alla fine 
prevalgono rabbia e disaffezione. Dobbiamo tutti operare per riconoscere piena dignità alle istituzioni che rappresentiamo, nel segno della leale collaborazione.
Hai alle spalle e davanti una lunga carriera politica. Molti l'associano al potere.
 Io l'associo a una enorme responsabilità.
Buon ferragosto,
Giuseppe Conte




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giovedì 5 settembre 2019

Siamo Ancora Esodati

Ancora Esodati


Al Presidente del Consiglio Prof. Giuseppe Conte
Al Ministro del Lavoro Sen. Nunzia Catalfo
Al Ministro del Economi e delle Finanze On. Roberto Gualtieri  .. Complimenti e auguri per i Vostri nuovi incarichi come Presidente e Ministri nel nuovo Governo, incarichi certamente impegnativi , ricchi di responsabilità e soddisfazioni . I comitati degli esodati sono qui a ricordarVi il nostro dramma non ancora definitivamente risolto.

Coesione sociale come obiettivo prioritario  e riduzione delle disuguaglianze  sono le parole guida di questo Governo che noi esodati attendiamo da troppo tempo.
L'assenza di una previsione specifica di tutela per gli esodati nei 29 punti programmatici del Governo rende opportuno inserire un punto che preveda soluzioni per esodati e altri provvedimenti con opportune modifiche (APE SOCIALE e altro) nei punti programmatici ( per coesione sociale e superamento disuguaglianze) .
Stiamo aspettando da quasi 8 anni che i danni prodotti dalla manovra “Fornero” vengano finalmente corretti: senza reddito e pensione, estromessi dal mercato del lavoro, non si garantisce uno standard di vita adeguato e si mina il percorso di coesione sociale che s'intende promuovere. vogliamo giustizia per continuare a sperare in un futuro e a credere nella giustizia dello Stato !
Ci sono ancora 6.000 esodati privi di tutela, il cui giusto diritto alla pensione è stato negato dall’ottava ed ultima salvaguardia, quella disposta dalla Legge di Bilancio per l’anno 2017.
La ridotta consistenza numerica della platea non mette certamente a rischio
 l'equilibrio della finanza pubblica.
Le forze politiche del precedente Governo ci hanno ascoltato e promesso soluzioni, ma sono state solo parole mai attuate . Attendevano effetti risolutivi da quota 100 , OD , Ape Sociale e RdC per gli esodati , ma queste sono misure non consone per gli esodati senza opportune
 modifiche e integrazioni a tali leggi.
Il nostro è un problema di giustizia, ci sentiamo discriminati come cittadini ed elettori, siamo rimasti in pochi circa 6.000 esodati, ignorati da tutte le precedenti salvaguardie che ci hanno lasciati  sfiduciati, senza alcun sostegno economico.
Abbiamo inviato un appello al Presidente del Consiglio Giuseppe CONTE ed alle forze politiche per comprendere prioritariamente soluzioni per gli esodati esclusi nel programma di Governo. (appello a Conte allegato) ed ora invitiamo Voi ad inserire nei punti programmatici del Governo e nella stesura della nuova Legge di Bilancio una soluzione strutturale definitiva per gli esodati, non  discriminatoria, nel senso che il  provvedimento dovrà avere una valenza generale.
Attendiamo una soluzione che  si potrà attuare attraverso diversi sistemi  e/o l'applicazione di Istituti già vigenti come la riapertura dell’ottava salvaguardia senza limiti temporali o una nona salvaguardia definitiva con il congelamento degli incrementi anagrafici al 2017 e  della speranza di vita al 2016 .
Per l’accesso alla pensione delle  esodate, madri durante la loro attività lavorativa e a sostegno di una ridotta contribuzione si renderà necessaria l'adozione di una agevolazione contributiva pari a 1 anno per ogni figlio, fino a un tetto di 2 anni .
L' adozione della la pace contributiva per esodate/i potrebbe inoltre consentire l'accesso agli istituti di  OD e quota 100 , nonché a un APE  Sociale specifica per esodati
con requisito anagrafico ridotto a 62 anni.
Chiediamo un provvedimento definitivo che renda strutturali le predette misure previdenziali , che contenga un censimento di tutti gli esodati da tutelare  e preveda successivi decreti annuali interministeriali per finanziare le coperture delle misure.
Ci aspettiamo che con il nuovo Governo le nostre proposte possano avere un ulteriore impulso e siano con noi discusse .
Vi rivolgiamo la richiesta di un cortese urgente incontro per illustrare
dettagliatamente le nostre giuste motivazioni.
Chiediamo quindi di inserire nel programma di Governo (che è passato  già da 26 a 29 punti) un ulteriore punto n.30 che parli di un provvedimento definitivo per gli esodati, rendendo strutturali le predette misure previdenziali , con opportune modifiche.
Non vogliamo essere dimenticati!!!!!
Cogliamo l’occasione per augurare a Voi, a tutti i rappresentanti del nuovo Governo e a tutti i parlamentari (di maggioranza e di minoranza), un buon lavoro unitario per le priorità dell'Italia.
Per i comitati degli esodati
Claudio Ardizio
Coordinatore nazionale Comitati Esodati

 Si riconoscono nel nostro coordinamento i Comitati
Comitato Esodati di Italia , Comitato Esodati e Precoci, Comitato ex postali Over 2018, Comitato Esodati di Reggio Emilia, Comitato Esodati Romani e del Lazio, Comitato Cessati prima del 2007 , Contributori volontari Esodati Non salvaguardati, Coordinamento Mobilitati Filt Cgil , CoRiSTA ( Comitato Rioccupazione Stabile Trasporto Aereo), Comitato Esodate donne 15 enni con contributi da solo lavoro , Comitato Bloccati Non Salvaguardati.
E altri comitati che ci supportano

…………..
APPELLO  a Conte  inviato giovedì 29 agosto2019

A: presidente@pec.governo.it e a parlamentari e a stampa.
Al Presidente del Consiglio Incaricato Giuseppe CONTE
e all’attenzione di tutte le forze politiche .

A seguito della crisi di governo e del Suo nuovo incarico come Presidente del Consiglio, i comitati degli esodati sono qui a ricordarLe il nostro dramma non ancora definitivamente risolto. Stiamo aspettando da quasi 8 anni che i danni fatti dalla manovra “Fornero” vengano finalmente corretti : dopo un così lungo periodo senza stipendio, né pensione, vogliamo giustizia per continuare a sperare in un futuro e a credere nella giustizia dello Stato !
Le forze politiche ed i sindacati ci hanno ascoltato e promesso soluzioni, ma sono state solo parole mai attuate e questa interruzione a livello di Governo non ci ha aiutato.
Il nostro non è un problema politico, ma di giustizia, ci sentiamo discriminati come cittadini ed elettori, siamo rimasti in pochi circa 6.000 esodati, ignorati da tutte le precedenti salvaguardie che ci hanno lasciati sfiduciati, senza alcun sostegno economico.
La invitiamo quindi, in fase di scrittura del nuovo programma di Governo e della stesura della nuova Legge di Bilancio , di considerare prioritaria la soluzione definitiva per gli esodati che si potrà attuare attraverso diversi sistemi come : la riapertura dell’ottava salvaguardia senza limiti temporali o una nona salvaguardia definitiva, entrambe con il congelamento degli incrementi anagrafici al 2017 e della speranza di vita al 2016 . Prevedere la pace contributiva per consentire l'accesso a Ape sociale a 62 anni per gli esodati, OD, quota 100 , prevedendo una agevolazione contributiva pari a 6 mesi per ogni figlio, fino a un tetto di 12 mesi, per l’accesso alla pensione delle donne esodate,
madri durante la loro attività lavorativa.
Chiediamo un provvedimento definitivo, rendendo strutturali le predette misure previdenziali , contenente un censimento di tutti gli esodati da salvare, anche con successivi decreti annuali per finanziare le coperture , superando le difficoltà create da INPS , che pur avendo tutti i dati sui suoi database , non vuole fornire una precisa valutazione numerica degli esodati, pur essendo state fornite indicazioni , query e interrogazioni per la quale siamo
 incredibilmente ancora in attesa di un riscontro.
Non vogliamo essere dimenticati!!!!!
Cogliamo l’occasione per augurare a Lei e a tutti i rappresentanti del nuovo Governo , ed a tutti i parlamentari (di maggioranza e di minoranza), un buon lavoro unitario per le priorità dell'Italia.
Per i comitati degli esodati
Claudio Ardizio
Coordinatore nazionale Comitati Esodati



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