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martedì 21 gennaio 2020

A chi va la Pensione di Cittadinanza


A chi va la Pensione di Cittadinanza


La pensione di cittadinanza, ovvero l’aumento a 780 euro mensili degli assegni più bassi. Chi ha diritto all’aumento dell’assegno: potenzialmente i titolari di assegno sotto i 780 euro al mese sono oltre 4 milioni e mezzo. Tra questi, l’assegno sociale e dell’invalidità civile viene percepito da 1,4 milioni di persone, mentre sono 1,8 milioni le pensioni di vecchiaia e anzianità e 300mila quelle di invalidità e 800mila quelle ai superstiti. 
Alcune decine di migliaia di persone combinano più trattamenti.


Visto che le pensioni più basse vengono pagate nel Mezzogiorno, è probabile che i futuri aumenti si vadano a distribuire soprattutto al Sud. Tra gli interessanti, 3 milioni sono donne e 1,5 milioni sono uomini. Ma ci sono anche dei caveat:

Ai fini dell’aumento a 780 euro mensili annunciato dal governo vengono naturalmente considerate non le singole pensioni percepite, ma i redditi pensionistici degli interessati. Infatti è abbastanza frequente il caso di persone che hanno più di un trattamento. Questo spiega il fatto che le prestazioni previdenziali complessive (incluse quelle di tipo assistenziale) sono circa 23 milioni, mentre il numero totale dei beneficiari è molto più basso e appena superiore ai 16 milioni. Questo vuol dire che in generale (non solo per gli assegni bassi) ci sono 1,4 pensioni per ogni pensionato.

In più, c’è da considerare anche la situazione del coniuge:

Per molte prestazioni previdenziali e assistenziali viene attualmente effettuata la verifica del reddito, che in alcuni casi riguarda solo quello del titolare, in altri – come ad esempio per l’integrazione al minimo e l’assegno sociale, è estesa al reddito del coniuge. Anche per evitare un aggravio dei costi, è probabile che nel passaggio a 780 euro al mese vengano mantenuti questi criteri specifici per le varie categorie di pensione. Tra le prestazioni per cui al momento rileva solo il reddito del titolare c’è la “somma aggiuntiva” introdotta nel 2007, ovvero la cosiddetta “quattordicesima”.

Intanto Enrico Marro sul Corriere spiega che per contenere i costi i tecnici del governo stanno ragionando su una platea limitata. Per esempio, circoscrivendo l’intervento solo ai pensionati al minimo con più di 70 anni e già beneficiari, in quanto privi di altri redditi, della maggiorazione sociale (che fa salire l’assegno sui 630 euro), bisognerebbe aumentare la pensione di circa 150 euro al mese a 840mila anziani, per una spesa intorno a 1,6 miliardi l’anno.

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Pensione a Partire da 62 anni

Pensione a Partire da 62 anni


La legge Fornero va superata". Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, 
intervistato dalla Stampa, in vista dell'incontro dei sindacati col governo, la prossima settimana, per 
parlare di pensioni. All'esecutivo, spiega Landini, chiederemo "una vera riforma delle pensioni, perchè è evidente a tutti che la legge Fornero ha aumentato
 le diseguaglianze e non ha risolto i problemi". ?

Landini è contrario all'ipotesi di anticipare il pensionamento 
con il "tutto contributivo": "No, non funziona. 

Sarebbe un sistema molto penalizzante e un sistema pubblico deve contenere elementi solidali, come fa la piattaforma Cgil-Cisl-Uil, che rivendica un'uscita flessibile a partire da 62 anni...".

"La riforma Fornero è stato un taglio drammatico per far quadrare i conti pubblici, non c'entrava con la previdenza. I soldi si possono andare a prendere altrove, e in tanti sistemi pensionistici europei anche la fiscalità generale contribuisce alla spesa previdenziale. Il 27 gennaio inizierà una trattativa su una riforma complessiva; ci sono tutte le condizioni per fare un buon lavoro".


Dopo anni di lotte, dice ancora Landini, "otteniamo un primo taglio delle imposte", ma per il futuro serve una vera riforma fiscale e una rivoluzione in campo pensionistico. Sulla riforma delle pensioni pubbliche, Landini spiega le proposte dei sindacati. 

"Primo - dice - acceleriamo la commissione sulla separazione tra spesa
 previdenziale assistenziale e quella sui lavori gravosi. 
Secondo, serve una pensione di garanzia per i giovani e per chi ha avuto lavori discontinui e precari. Terzo bisogna riconoscere il lavoro di cura delle donne, che non si può trasformare in una tassa. Quarto, serve un meccanismo di uscita flessibile. 
Quinto, rivalutazione delle pensioni e legge sulla non autosufficienza.
Proposte praticabili, e le risorse si possono trovare". 

Landini si rivolge poi al governo per dire che 
bisogna unire il paese, "che bisogna superare la precarietà, che ci vuole un progetto di sviluppo", che 
"serve un indirizzo pubblico, che il governo indichi i settori strategici, gli ambiti dove è utile anche un intervento diretto". "Il 2020 - spiega - potrebbe segnare un passaggio decisivo", a partire anche da una grande riforma fiscale. Dopo il taglio delle imposte, dice Landini, "portiamo a casa l'avvio di una vera riforma fiscale che riduca il prelievo anche ai pensionati, che rimoduli l'Iva, che combatta davvero l'evasione fiscale". La rivoluzione delle tasse. aggiunge Landini, "va estesa, deve coinvolgere anche i pensionati e gli incapienti, bisogna detassare gli aumenti contrattuali nazionali annuale bisogna rimodulare l'Iva". "Rimodularla - precisa - Non ha senso che tutti siamo tassati allo stesso modo: per alcuni si deve ridurre perchè sono beni di consumo di massa: su certi beni di lusso l'Iva può crescere. E ci vuole una vera lotta all'evasione fiscale".

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