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martedì 21 gennaio 2020

Pensione a Partire da 62 anni

Pensione a Partire da 62 anni


La legge Fornero va superata". Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, 
intervistato dalla Stampa, in vista dell'incontro dei sindacati col governo, la prossima settimana, per 
parlare di pensioni. All'esecutivo, spiega Landini, chiederemo "una vera riforma delle pensioni, perchè è evidente a tutti che la legge Fornero ha aumentato
 le diseguaglianze e non ha risolto i problemi". ?

Landini è contrario all'ipotesi di anticipare il pensionamento 
con il "tutto contributivo": "No, non funziona. 

Sarebbe un sistema molto penalizzante e un sistema pubblico deve contenere elementi solidali, come fa la piattaforma Cgil-Cisl-Uil, che rivendica un'uscita flessibile a partire da 62 anni...".

"La riforma Fornero è stato un taglio drammatico per far quadrare i conti pubblici, non c'entrava con la previdenza. I soldi si possono andare a prendere altrove, e in tanti sistemi pensionistici europei anche la fiscalità generale contribuisce alla spesa previdenziale. Il 27 gennaio inizierà una trattativa su una riforma complessiva; ci sono tutte le condizioni per fare un buon lavoro".


Dopo anni di lotte, dice ancora Landini, "otteniamo un primo taglio delle imposte", ma per il futuro serve una vera riforma fiscale e una rivoluzione in campo pensionistico. Sulla riforma delle pensioni pubbliche, Landini spiega le proposte dei sindacati. 

"Primo - dice - acceleriamo la commissione sulla separazione tra spesa
 previdenziale assistenziale e quella sui lavori gravosi. 
Secondo, serve una pensione di garanzia per i giovani e per chi ha avuto lavori discontinui e precari. Terzo bisogna riconoscere il lavoro di cura delle donne, che non si può trasformare in una tassa. Quarto, serve un meccanismo di uscita flessibile. 
Quinto, rivalutazione delle pensioni e legge sulla non autosufficienza.
Proposte praticabili, e le risorse si possono trovare". 

Landini si rivolge poi al governo per dire che 
bisogna unire il paese, "che bisogna superare la precarietà, che ci vuole un progetto di sviluppo", che 
"serve un indirizzo pubblico, che il governo indichi i settori strategici, gli ambiti dove è utile anche un intervento diretto". "Il 2020 - spiega - potrebbe segnare un passaggio decisivo", a partire anche da una grande riforma fiscale. Dopo il taglio delle imposte, dice Landini, "portiamo a casa l'avvio di una vera riforma fiscale che riduca il prelievo anche ai pensionati, che rimoduli l'Iva, che combatta davvero l'evasione fiscale". La rivoluzione delle tasse. aggiunge Landini, "va estesa, deve coinvolgere anche i pensionati e gli incapienti, bisogna detassare gli aumenti contrattuali nazionali annuale bisogna rimodulare l'Iva". "Rimodularla - precisa - Non ha senso che tutti siamo tassati allo stesso modo: per alcuni si deve ridurre perchè sono beni di consumo di massa: su certi beni di lusso l'Iva può crescere. E ci vuole una vera lotta all'evasione fiscale".

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venerdì 7 dicembre 2018

Quota 100, Il Governo è pronto a partire

In arrivo un emendamento alla Legge di Bilancio.   Confermata anche in via strutturale la dispensa dalla speranza di vita dei requisiti per l’uscita anticipata con 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini.

Stop parziale anche alla speranza di vita

In arrivo un emendamento alla Legge di Bilancio. 
Confermata anche in via strutturale la dispensa dalla speranza di vita dei requisiti per l’uscita anticipata con 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini.

CON QUESTI NUMERI 
NON MI SEMBRA QUOTA 100

Il Governo è pronto a varare con un emendamento alla Legge di bilancio il pacchetto pensioni. Lo ha ribadito ieri il sottosegretario Massimo Gravaglia nel corso dell'esame della manovra in Commissione Bilancio alla Camera. Quattro i punti cardine che dovrebbero trovare spazio in un emendamento governativo nei prossimi giorni. Si parte con la conferma della quota 100, con la combinazione nota, 62 anni e 38 di contributi, che partirebbe nella versione con quattro finestre di accesso fisse trimestrali a partire da Aprile 2019. La misura dovrebbe avere carattere temporaneo, per tre anni, sino al 2021 e, almeno secondo quanto dichiarato dal Governo, non prevederà penalità nella determinazione della misura della pensione.

Per evitare il pensionamento di massa dei dipendenti pubblici saranno inseriti alcuni accorgimenti. In primo luogo un obbligo di preavviso per le dimissioni (dovrebbe essere di sei mesi) più una revisione dell'obbligo per le Pa di collocare in pensione il personale che ha raggiunto l'età ordinamentale per la permanenza in servizio (in genere pari a 65 anni) in possesso del diritto a pensione. Se non si inserisse quest'ultimo correttivo le Pa sarebbero obbligate al raggiungimento dell'età di 65 anni a collocare in pensione coloro che hanno i requisiti per la quota 100 pur contro la loro volontà. Con la quota 100 arriverà anche il divieto di cumulo della pensione con redditi da lavoro oltre il tetto di 5mila euro l’anno. Il divieto di cumulo reddito/pensione persisterà sino all'età per il pensionamento di vecchiaia, cioè sino a 67 anni.

Oltre alla quota 100 l'esecutivo è pronto a prorogare di un anno l'ape sociale, dal 2018 al 2019, nella forma attualmente vigente e l'opzione donna, cioè la possibilità per le donne di accedere alla pensione con 57 anni (58 anni le autonome) e 35 di contributi a condizione di accettare il calcolo interamente contributivo. A legislazione vigente l'opzione, come noto, è a disposizione delle donne che hanno raggiunto i predetti requisiti entro il 31 dicembre 2015. In arrivo anche il superamento dell'adeguamento alla speranza di vita dei requisiti per l’uscita anticipata con 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni per i precoci. La dispensa dall'adeguamento non coinvolgerà, invece, i requisiti per la pensione di vecchiaia che, quindi, il prossimo anno schizzerà alla cifra tonda di 67 anni.


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