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lunedì 10 giugno 2019

ESODATI : la Nona salvaguardia




A Castelfranco Emilia martedì  4 giugno Paola  Filippelli   ha chiesto a Salvini di attivare Durigon per legiferare subito la Nona salvaguardia e soluzioni per gli esodati 
Lui ha risposto a Paola che ne avrebbe parlato giovedì con Durigon a Roma

Giovedì 6 giugno Salvini era a Roma per un vertice con Luigi Di Maio

oggi venerdì 7 giugno, a Novate Milanese ,  Claudio Ardizio   ha chiesto a Salvini   : 
Matteo salverete gli ultimi esodati esclusi ?  
Ne hai parlato a Roma con Durigon ? 
Lui ha risposto affermativamente . 
Presto ci contatteranno .



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martedì 19 marzo 2019

Governo : le promesse vanno MANTENUTE

Governo : le promesse vanno MANTENUTE


Governo : le promesse vanno MANTENUTE

Le promesse vanno MANTENUTE .
Nel Decretone non c'è NULLA per gli esodati , NIENTE NONA SALVAGUARDIA e NESSUNA SOLUZIONE per la pace contributiva e per APE sociale per gli esodati dopo le votazioni il 15 marzo in commissione lavoro in cui sono stati bocciati tutti gli emendamenti per gli esodati. ..Il Governo NON ha mantenuto la promessa di presentare suoi emendamenti per la estensione della pace contributiva e per far accedere a APE sociale gli esodati. .Abbiamo chiamato i parlamentari della commissione Lavoro e ci hanno riferito questo: sono gli On M5S e della Lega ed il sottosegretario Cominardi, dopo dichiarazioni On Davide Tripiedi , 
che hanno ostacolato qualunque soluzione per noi ESODATI , anche con la 
PACE CONTRIBUTIVA  e con accesso a APE SOCIALE per noi ESODATI, a loro dire per mancanza coperture economiche. 

Di Maio ed Il sottosegretario Durigon più volte in Tv 
e con dichiarazioni ai giornali lo avevano invece promesso!

Si può rimediare anche durante la discussione in Aula
 di oggi e martedì per correggere rapidamente questa stortura . 

Si corregga in AULA ,
 quello che è stato ignorato volutamente in commissione lavoro il 15 marzo e si mantengano le promesse date il 18 ottobre dal Ministro Di Maio 
e ripetute in incontri il 6 e 19 febbraio con on. Durigon.

Attendiamo una rapida correzione in aula. 

Questo scorretto atteggiamento ci porterà ad indicare come votare,  
non solo al popolo degli esodati, ma a centinaia di migliaia di lavoratori e pensionati . 

Le promesse vanno MANTENUTE

IL REDDITO DI CITTADINANZA PAGATO DAI PENSIONATI.
Comodo per il vicepresidente del consiglio, Luigi Di Maio, farsi bello con il reddito di cittadinanza ottenuto bloccando per altri tre anni il blocco dell'adeguamento delle pensioni.
La maggior parte delle pensioni che non si rivaluteranno sono quelle che superano di poco il valore delle pensioni minime moltiplicato per 3, circa 1560 euro lorde al mese ( circa 1100 euro netti).
Non si tratta di pensioni da nababbo, è solo quanto spettante a ex lavoratori dipendenti che, avendo avuto una paga discreta, hanno sempre versato tutti i contributi per cui il reddito totale non dovrebbe nemmeno essere tassato dato che si tratta di soldi che i lavoratori stessi hanno versato per garantirsi il proprio futuro e che invece è servito a comprare mutande verdi e altri piacevoli souvenir di parlamentari che a parole si scagliano contro la maledetta Elsa Fornero ma, nei fatti, usano i provvedimenti da lei introdotti per vessare ulteriormente 
le fasce deboli della classe lavoratrice italiana. 

Fasce deboli non per mancanza di forza ma perché, non essendo più inseriti nel processo produttivo, non possono mettere in atto alcuna forma di lotta contro un governo incapace e corrotto. 
Ora osserviamo che la legna si sta seccando e dobbiamo prestare grande attenzione a questo fatto perché la legna secca prende fuoco facilmente e, il fuoco, non è sempre facile da domare.
In Francia molta legna sta bruciando ma in Italia è anche più secca.
Bravi i nostri Gigetto e Matteuccio, verrete a cercare i nostri voti, Chissà cosa troverete!


Il reddito di cittadinanza? 
Per un quarto dei beneficiari 
è «uguale» al bonus Renzi...


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domenica 5 agosto 2018

Intervista a Damiano su opzione donna, esodati, Quota 100 e 41

Pensioni 2018, Intervista a Damiano su opzione donna, esodati, Quota 100 e 41

Le ultime novità sulle pensioni al 31 luglio 2018 giungono da un interessante confronto che abbiamo avuto con l’onorevole Cesare Damiano del Pd. Nello specifico ci siamo confrontati sulle questioni previdenziali più spinose cercando di toccare tutte le tematiche che maggiormente stanno a cuore ai cittadini, con l’onorevole abbiamo discusso , infatti dettagliatamente, di esodati, della  proroga dell’opzione donna, della quota 100 e 41.

L’onorevole Damiano, in estrema sintesi,  si è detto pro nona salvaguardia esodati, per la quale si batterà affinché venga sanata tale ingiustizia, favorevole alla quota 41 senza limiti anagrafici, e alla quota 100 ma senza trucchi. Se si partisse dai 64 anni, ci dice, vi sarebbe un restringimento importante di platea, altrettanto contrario al ricalcolo contributivo dal ’96 e al conteggio per il montante di soli 2/3 anni figurativi. Dubbioso, purtroppo, sulla possibilità che vi siano fondi per proseguire nell’opzione donna e dunque favorevole ad eventuali misure alternative  di sgravio per le donne che partano, ad esempio, dal riconoscimento del lavoro di cura. Eccovi le sue parole, nell’intervista esclusiva che ci ha rilasciato. Vi ricordiamo che se volete citare una parte della nostra intervista esclusiva dovete citare la fonte pensionipertutti.it.

Riforma pensioni, Damiano: mi batterò per la 9° salvaguardia
-Vista la drammatica situazione degli ultimi seimila esodati, il PD da lei  rappresentato inserirà una richiesta e/o un emendamento in finanziarla per ottenere  una nona e definitiva salvaguardia?

Per quanto riguarda gli ultimi esodati esclusi dalle otto salvaguardie, il problema si sarebbe già potuto risolvere se l’INPS ci avesse ascoltati, nella scorsa legislatura, quando contestammo il numero di 30.400 lavoratori coinvolti nella ottava salvaguardia. Un numero decisamente gonfiato, come capita sempre, che a  consuntivo si è ridotto a 14mila. Ci sarebbe stato spazio, come si vede, per gli ultimi 6mila esodati. Per quello che mi riguarda mi batterò affinché il Partito Democratico chieda con forza, nella prossima Legge di Bilancio, di inserire la nona e definitiva salvaguardia.

Pensioni donne, lavoro di cura valida strada percorribile
– Sappiamo che i fondi stanziati per OD sono cristallizzati. Il contratto di Governo  ne prevede la proroga con i fondi residui, secondo lei elimineranno la cristallizzazione oppure stanzieranno nuovi fondi? Oppure si cercherà di individuare nuove misure che, riconoscendo un valore ai lavori di cura, possano essere applicabili alla totalità delle lavoratrici?

Anche in questo caso siamo di fronte ad una previsione dell’INPS esagerata che ha preteso, per l’applicazione di una norma voluta nel 2004 da Maroni come sperimentazione che scadeva il 31 dicembre del 2015, ulteriori 2 miliardi e mezzo di euro per ricomprendere nel diritto pensionistico altre 36mila lavoratrici di Opzione Donna. Perché si è arrivati a questa situazione? Perché una circolare dell’INPS, molto probabilmente sollecitata dal Ministero dell’Economia, ha dato un’interpretazione restrittiva della legge, che ha trasformato il diritto ad andare in pensione con i requisiti richiesti (la maturazione di  57 anni di età per le lavoratrici  di pendenti e 58 per le autonome ai quali sommare 35 anni di contributi) in un diritto esigibile al momento dell’assegno. Tutto questo ha comportato l’inclusione delle finestre e della aspettativa di vita richiedendo una nuova copertura finanziaria.

Al momento, non è ancora noto il consuntivo di quella operazione relativamente alle  36mila lavoratrici e alle risorse stanziate. Se ci sono fondi residui cristallizzati, sarebbe bene sbloccarli. Dubito che questo sia possibile. In quel caso occorreva stanziare nuove risorse per continuare la sperimentazione di Opzione Donna oltre il  31 dicembre 2015. Per quanto riguarda, in alternativa, il riconoscimento dei lavori di cura per le donne, è una strada che si può praticare dal momento che la distanza di 5 anni tra uomini e donne per la pensione di vecchiaia (65 e 60 anni) è stata superata dalle nuove normative che hanno totalmente equiparato, sbagliando, l’età pensionabile fra i generi.

Pensioni anticipate 2018, Damiano: ok quota 100 e 41, ma senza trucchi
–Di Maio e Salvini sono passati dalla abrogazione della Fornero al suo superamento. Dai costi indicati da Boeri è evidente che non si potrà ottenere, senza mettere limitazioni, sia quota 41 che quota cento. Vi è altresì il dubbio, data la non smentita, che si possa passare per il calcolo dell’assegno contributivo dal 1996 e che  siano valevoli solo 2/3 anni figurativi nel conteggio del montante contributivo per il raggiungimento della quota. Le proposte del PD, alla luce delle attuali misure ipotizzate di controriforma Fornero, saranno improntate su uno studio di queste quote per definirne i limiti, oppure resteranno nell’ottica di mantenere ape social e quota 41 così com’è ora?

Con la prossima Legge di Bilancio il Governo sarà costretto, dopo la propaganda, a scoprire le sue carte. E’ evidente che le risorse necessarie per realizzare Quota 100 e per il ripristino della pensione di anzianità con 41 anni di contributi dovranno essere ingenti. L’INPS fornisce sempre cifre sovrastimate, ma comunque stiamo parlando di valutazioni oscillanti fra gli 8 e i 20 miliardi all’anno. Anche la stima più bassa è di notevole impatto economico.

Io sono assolutamente favorevole ai 41 anni di contributi, a prescindere dall’età, al mantenimento oltre il 31 dicembre di quest’anno dell’Ape sociale e all’introduzione di Quota 100; ma non ci debbono essere dei trucchi. Mi spiego meglio: se Quota 100 è la somma di 64 anni di età più 36 di contributi, la platea si restringe e siamo ad un anno sopra rispetto a quanto previsto dall’Ape Sociale e volontaria. Per questo bisogna evitare che l’Ape venga soppressa, altrimenti si provocherebbe un danno notevole a chi appartiene alle categorie dei lavori gravosi. Far accedere alla pensione con Quota 100 non può significare il ricalcolo retroattivo dell’assegno, con il sistema contributivo, a partire dal ’96. Sarebbe un taglio importante. E, inoltre, se si dovessero prendere in considerazione soltanto una parte dei contributi figurativi versati, sarebbe un altro fattore di limitazione e di discriminazione.

Le nostre proposte, già nella passata legislatura, si ponevano dei limiti molto precisi: non più del 2% di taglio fino a 4 anni di anticipo dell’età della pensione e, per quanto riguarda l’Ape sociale, la limitazione è relativa alle mansioni classificate come gravose, ma non c’è alcun taglio dell’assegno. In sostanza, non possiamo avere una quota che assomiglia al meccanismo di Opzione Donna: dal ’96 al 2018 ci sono ben 22 anni di contributi versati che, se si dovessero ricalcolare, danneggerebbero in maniera importante
l’assegno pensionistico.

Pensioni 2018, evitare Superbonus del 30%: spreco di risorse
–Cosa ne pensa della proposta del superbonus da associare alla quota 100 per chi  resterà al lavoro nonostante il raggiungimento del montante contributivo richiesto?

Non ne ho mai sentito parlare, ma, trattandosi di risorse da spendere, in questo caso per far rimanere le persone al lavoro, tanto vale concentrare le scarse risorse. Attendendo che il Governo scopra le proprie carte specificando i requisiti necessari e/o eventuali limiti delle misure che costituiranno la controriforma Fornero, ringraziamo l’Onorevole Cesare Damiano per averci chiarito il punto della situazione ad oggi.



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Disoccupati in Facebook

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martedì 17 luglio 2018

Revisione e Superamento della Legge Fornero , Analisi e Proposte

Abolire la legge Fornero sulle pensioni porterebbe l'Italia alla rovina.

Comunicato Stampa
Nel pomeriggio del 11 luglio si è tenuta l’attesa assemblea sul tema delle pensioni promossa dai comitati esodati , i gruppi Facebook di Disoccupati , quota 41, proroga opzione donna, CoNUP, Le lotte dei Pensionati , per portare all’interno del Parlamento i problemi che riguardano i lavoratori,
 i loro diritti e il futuro delle pensioni.

Ringraziamo coloro che hanno reso possibile l’evento, tutti i partecipanti e i relatori che hanno contribuito a rendere elevato il contenuto del dibattito. Infatti, riteniamo ottimo risultato di partecipazione, dibattito di alto livello, grande attenzione ai temi delle pensioni da parte dei politici e dei sindacalisti presenti, che hanno ascoltato le istanze dei diretti interessati, 
prima di esprimere la loro opinione.

Abbiamo esposto le varie tematiche sulle questioni pensionistiche, ponendo l’accento su quelle più urgenti, come è stata riconosciuta da tutti, partendo dalla questione degli esodati rimasti esclusi dalle precedenti salvaguardia, per i quali è stato sollecitato un intervento specifico dedicato.

Naturalmente il dibattito si è sviluppato in maniera diffusa sulla necessità di cambiamento atteso, promesso, sbandierato quale il superamento della legge Monti-Fornero, ma anche suoi presupposti che dovrebbe avere un sistema pensionistico solidale; 
è stato sottolineato la necessità di ritornare al retributivo per tutti (forti i dubbi di legittimità della formula del contributivo che lega le pensioni al PIL) e la revisione dei limiti pensionistici, nonché valutazioni critiche sui fondi pensioni integrativi. Perché noi il cambiamento lo rivendichiamo!

Noi chiediamo di essere ascoltati dalle commissioni Lavoro e Bilancio della Camera e del Senato, anche riunite congiuntamente , e dai ministeri del Lavoro MdL e del MEF a settembre .

Chiediamo di essere ascoltati come portatori di interessi, comitati , gruppi FACEBOOK, insieme alle parti sociali e i sindacati, aprendo tavoli con il Governo a settembre.

Il governo del cambiamento deve ascoltare e cambiare le modalità dei precedenti governi dando PRIORITÀ AI SOGGETTI DEBOLI , a chi un lavoro, un reddito, una pensione non ha (Esodati, disoccupati, 15 enni , ecc) , o ha pensioni minime o medio basse

Staremo col fiato sul collo al Parlamento e al Governo e torneremo ad incontrarci per una verifica sullo stato d'avanzamento dei provvedimenti che riguarderanno le tematiche sopra citate, prima della fine dell'anno.

Roma 11 luglio 2018

Per il comitato organizzativo
Savio Galvani 
Claudio Ardizio

Politici che hanno partecipato e che sono intervenuti nel dibattito:

MARIA EDERA SPADONI 
vicepresidente della Camera dei Deputati (M5S)

STEFANO FASSINA deputato e consigliere del Comune di Roma (LIBERI E UGUALI)

CESARE DAMIANO presidente dell'Associazione Lavoro & Welfare

WALTER RIZZETTO deputato (FRATELLI D'ITALIA)

ROBERTA FANTOZZI responsabile Lavoro di Rifondazione Comunista

LUISA GNECCHI già Deputato (PARTITO DEMOCRATICO)

ERIK UMBERTO PRETTO deputato (LEGA - SALVINI 
PREMIER (GRUPPO PARLAMENTARE CAMERA))

DANIELE PESCO presidente della Commissione Bilancio del Senato (MOVIMENTO 5 STELLE)

RENATA POLVERINI Vice presidente Commissione Lavoro Camera (Forza Italia)

GIACCONE ANDREA Presidente Commissione Lavoro Camera (Lega)

Erano presenti altri parlamentari : On. Antonella Incerti , On Carmela Bucalo , On. Lucia Azzolina, Sen. Maurizio Campari , On. Tiziana Ciprini , Sen. Tommaso Nannicini, On. Elena Murelli 
e ci scusiamo per altri che abbiamo tralasciato



La registrazione video di questo convegno ha una durata di 2 ore e 48 minuti.

Convegno "Revisione e superamento della Legge Fornero (Analisi e proposte)",
registrato a Roma mercoledì 11 luglio 2018 alle ore 16:39.

L'evento è stato organizzato da Comitato Nazionale Esodati.

Sono intervenuti: Claudio Ardizio (coordinatore del Comitato Nazionale Esodati), Maria Edera Spadoni (vicepresidente della Camera dei Deputati), Stefano Fassina (deputato e consigliere del Comune di Roma, Liberi e Uguali), Michele Caponi (rappresentante dell'Associazione CoNUP Coordinamento Pensionati di Oggi e di Domani), Roberta Bottaro, Simonetta Baldassarri (rappresentante di Opzione Donna), Mauro Nosenzo (amministratore del Gruppo di Facebook Giovani, Lavoro e Pensioni), Antonino Abbate, Savio Galvani (coordinatore nazionale del CoMU), Mario Iacobelli, Oriana Venturi (responsabile nazionale della CIL (Confederazione Intercategoriale Lavoratori) Pensionati), Cesare Damiano (presidente dell'Associazione Lavoro & Welfare), Ezio Gallori (sindacalista e Fondatore del Coordinamento Macchinisti Uniti), Roberta Fantozzi (responsabile Lavoro, Partito della Rifondazione Comunista), Walter Rizzetto (deputato, Fratelli d'Italia), Daniele Pesco (senatore, MoVimento 5 Stelle), Erik Umberto Pretto (deputato, Lega - Salvini Premier (gruppo parlamentare Camera)), Roberto Ghiselli (segretario confederale, Confederazione Generale Italiana del Lavoro), Domenico Proietti (segretario confederale, Unione Italiana del Lavoro), Valeria Picchio (membro del Dipartimento Democrazia Economica, Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori), Maria Luisa Gnecchi.

Tra gli argomenti discussi: Ammortizzatori Sociali, Assistenza, Autodichia, Berlusconi, Bilancio, Camera, Cassa Integrazione, Cittadinanza, Corte Dei Conti, Cottarelli, Damiano, Debito Pubblico, Demografia, Diritti Sociali, Disoccupazione, Donna, Economia, Esodati, Famiglia, Finanza Pubblica, Fisco, Flat Tax, Fornero, Giovani, Governo, Indennita', Inps, Istat, Italia, Lavoro, Legge, Legge Di Bilancio, Liberalismo, Liquidazioni, Maroni, Mastrapasqua, Mercato, Ministeri, Parlamento, Partiti, Pensionati, Pensioni, Pil, Politica, Precari, Previdenza, Reddito, Riforme, Risparmio, Senato, Sindacato, Solidarieta', Spesa Pubblica, Statistica, Stato, Tasse, Unione Europea, Welfare.





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